You are hereself publishing
self publishing
Da grande voglio fare l'editore
Man mano che le delusioni ed i rifiuti si accumulano, prima o poi scatta l’idea, che molti credono originale, di trasformarsi da scrittori (mancati) a editori. Convinti che, la conoscenza sommaria di qualche strumento per l’autopubblicazione possa rendere particolarmente semplice questa strada.
Il guadagno (quasi certo), o l'orgoglio?
Ci risiamo, dopo quasi un anno di gestazione, è pronto il mio nuovo libro. Per ora è solo nel PC, l'Amazzonia, per conto della sua foresta, ringrazia! Dal 2006, anno del mio "debutto", cerco di pubblicare ogni anno qualcosa. A dire il vero il 2007 e 2008 non l'ho fatto.
La pubblicazione a pagamento, parte 1
Sono molte le case editrici che invitano l’autore a finanziare la propria opera, rendendola di fatto una “pubblicazione a pagamento” o, per dirla all’inglese, una vanity press. Le ragioni per le quali una casa editrice potrebbe chiedere un contributo alla pubblicazione sono numerose, spaziando dall’eticamente lecito all’inaccettabile.
La pubblicazione a pagamento, parte 2
Analizzando la questione dal lato dell’autore, nel caso di puro bisogno di appagare se stesso, non ci si pone neppure il problema della strada prescelta. Se invece a crucciarsi sulla bontà della proposta è un autore veramente valido, occorrerà valutare la faccenda da un’altra angolazione.
L'auto-pubblicazione
L’auto-pubblicazione, o self publishing o print on demand, è un ulteriore strumento idealmente volto a ottimizzare la produzione di libri e pubblicazioni che però, nella maggior parte dei casi, viene utilizzato in modalità tali da svilirne l’applicazione.
Ancora una volta, l’elemento negativo, non è lo strumento di per se stesso, ma l’uso che se ne fa.

