You are hereGiacomo Leopardi

Giacomo Leopardi


I grandi idilli

Il Passero Solitario, il filo conduttore di tutti gli Idilli, ovvero il ricordo della giovinezza, è qui rappresentato con una similitudine: il poeta si paragona ad un passero solitario nel periodo primaverile, come l'era stato lui nella primavera della sua vita. Ma se per il passero che vive d'istinto ciò e perfettamente naturale, per il poeta è l'anticipazione della vita infelice che gli si presenterà nell’età adulta.

I grandi idilli

I Grandi Idilli vengono composti nel momento del fallimento della sua prima esperienza di vita indipendente. Ritornano nel cuore del Leopardi sentimenti spenti da tempo, le illusioni e le speranze della giovinezza. Il poeta sà che si tratta di inganni, ma ugualmente vi si abbandona. Sono liriche disperate ma cariche di vitalità. Sono stati composti in uno dei momenti più oscuri e dolorosi di Recanati, il pessimismo è assoluto e coinvolge l'intero cosmo.

Le operette morali

Le Operette Morali sono delle prose, per lo più dei dialoghi immaginari, nel libro ritornano tutti i temi della prima stagione poetica dell'autore, ma in maniera distaccata.

Il poeta sembra abbandonare il pessimismo personale per far spazio ad un pessimismo di carattere universale. Il senso delle operette è negativo e amaro, ma lascia spazio ad un alito di speranza e di illusioni dalle quali è difficile e doloroso distaccarsi.

I primi idili

L'adesione ai miti civili e politici lascia ben presto il posto a una forma di poesia più intima e personale: l'Idillio.

Giacomo Leopardi

Passa dal pessimismo storico, nel quale evidenzia come l'uomo sia stato felice sino a quando è vissuto di illusioni per poi divenire l'essere razionale che è, ed a scoprire che il mondo è dominato da leggi naturali imprescindibili; l’umanità fu quindi felice finché visse nelle illusioni, quella moderna non lo è più perché vive secondo ragione.

Giacomo Leopardi

Leopardi trascorse i primi anni della sua formazione intellettuale e spirituale a Recanati in un ambiente provinciale poco consono alle sue esigenze. Ma questa esperienza stimola in lui un atteggiamento antagonista rispetto al mondo in cui si trova a vivere, questo lo aiuta a sviluppare delle concezioni autonome e critiche verso le mode culturali e le ideologie spirituali del suo tempo.