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Alessandro Manzoni
I promessi sposi, parte seconda
Nei "Promessi Sposi" il Manzoni si rende poco conto delle ragioni dei protagonisti, non da respiro nè trova giustificazioni, in un processo impietoso ai loro atti ed ai loro errori, convinto come’è che l'errore dipenda sempre non dall'intelletto che non avrebbe saputo capire, ma dalla volontà che non ha voluto volere.
I promessi sposi
I Promessi Sposi, rappresentano l'opera più importante del Manzoni. Cominciò la stesura del romanzo nel 1821 e dopo una prima ed una seconda pubblicazione nel 1827, continuò per altri 12 anni un lavoro di revisione linguistica e degli episodi sino a consegnarci il suo capolavoro.
Adelchi, parte seconda
Adelchi è considerato un eroe anche se per certi versi, incompiuto: visto che non sarà mai fino in fondo l'eroe che vorrebbe e potrebbe essere, costretto ad adattarsi alle decisioni del padre Desiderio che cozzano col suo bisogno di assoluta giustizia. E' combattuto tra il suo cuore e la sua fortuna, tra il desiderio di alte e nobili cose e la condanna ad inique; invita quindi a sottrarsi all'ingiustizia e a rifiutare l'esercizio della violenza e del potere.
Adelchi
Il Manzoni comincia a comporre l'Adelchi nel 1820. Il componimento si ispira alla caduta del dominio longobardo in Italia in seguito alla discesa di Carlo Magno chiamato in aiuto dal Papa. La scena si incentra sui Franchi e sui Longobardi. Si apre col ritorno di Ermengarda figlia del re longobardo Desiderio e sorella di Adelchi, ripudiata dallo sposo Carlo Magno.
Gli inni sacri
La prima produzione di Manzoni risente del clima culturale e politico milanese. Formalmente egli è ancora un classicista. I primi componimenti sono politicamente ed eticamente impegnati, si tratta comunque di imitazioni stilistiche che denunciano la ricerca di un modo autonomo di pensare e scrivere. Del resto, l’età, non permetteva al Manzoni di dire niente di veramente ed intimamente suo. I componimenti però attestano abilitàà nello scrivere e profonda conoscenza.
Alessandro Manzoni
Manzoni nacque a Milano nel 1785 da Pietro Manzoni, un aristocratico anziano e bigotto, e Giulia Beccarla, donna giovane e brillante costretta suo malgrado a convenire a nozze col Manzoni per risanare le condizioni famigliari.

