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I troppi libri


By Pierluigi - Posted on 05 April 2009


I troppi libri Ho casualmente scovato questo interessante volume che affronta in maniera egregia, e a tratti leggera, il problema della nostra epoca, legato ad un desiderio di scrivere (e pubblicare) maggiore della voglia di leggere. Esprimendo il problema in chiave tutt’altro che retorica, evitando gli stereotipi e le frasi fatte.

Nel libro si intrecciano considerazioni storiche, a tratti filosofiche, a meri calcoli e rapporti sulla crescente esplosione e disponibilità di testi (spesso mediocri) rispetto alle reali esigenze del mercato e al desiderio di leggere.

E' inevitabile collegarlo a fenomeni come lulu.com, pubblicazioni a pagamento, vanity press, ed il mondo del book on demand che, travisando le nobili ragioni che ne hanno determinato la nascita, ha prodotto non un crescente numero di lettori, ma di autori improvvisati. Nuove tecnologie che appagano solo l'ego dei tanti "talenti incompresi" che, con tutta probabilità, si limitano a scrivere senza un'effettiva base conoscitiva e culturale.

Il libro si spinge oltre, valutando anche gli ambienti accademici ed i loro paradossi, molto simili a quelli dei "comuni mortali". Un settore dove vale la regola del publish or perish (pubblica o muori). Ovvero l’esigenza di produrre testi ed articoli al solo scopo di consolidare, o migliorare, la propria posizione accademica. L’accesso alla facile pubblicazione genera ovviamente opere prive di reale valore scientifico, da utilizzare come un mero elenco ai fini curriculari.

Va via in un lampo, molto scorrevole, privo di fronzoli. Invita alla riflessione senza patemi. Bizzarro trovarlo tra i remainder (la bizzarria la si comprende solo dopo averlo letto).





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