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Se questo e' un uomo
Non rileggevo da tempo questo libro. Probabilmente da più di 15 anni, tempo in cui ho avuto modo di farlo per la prima volta. Devo dire che già allora, poco più che adolescente, mi aveva fortemente colpito. Soprattutto per la minuzia delle descrizioni più crude. Probabilmente non lo terminai neppure.
L'ho ripreso in mano in questi giorni, anche se non lo si può esattamente definire una lettura da ombrellone. Ma per quanto mi riguarda è il periodo in cui posso tenere più a lungo gli occhi su un libro, senza continue interruzioni.
Ritengo infatti che questo volume mal si presti all'interruzione. Andrebbe forse letto tutto d'un fiato. Prendendosi un giorno libero per farlo. E credo che sarebbe una giornata spesa bene! L'abilità nel descrivere l'orrore dei campi di concentramento, misto alla possibilità del lettore di rallentare la lettura, tornare indietro, rivedere un passaggio, lo rende con tutta probabilità più forte, intenso ed efficace di un qualsiasi documentario, per quanto ben realizzato.
La descrizione di un orrore, una confessione, una trasmissione di sensazioni, che rapisce il lettore e lo catapulta ad Auschwitz. Il tutto con un linguaggio pacato, sobrio e assolutamente fresco e moderno. Probabilmente il migliore del suo genere.
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