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Proibito parlare
Confesso che, sino al giorno della sua uccisione, il 7 ottobre 2006, conoscevo a malapena il nome di Anna Politkovskaja. Col tempo non sono mancate le occasioni per approfondire un po' di più la conoscenza di questa tenace giornalista. Tenace al punto di morire pur di poter continuare a testimoniare!
Il libro è di facile accesso, ma una buona conoscenza delle dinamiche geopolitiche permette una migliore comprensione e localizzazione delle vicende.
Il testo racconta in modo schietto la condzione della Russia postsovietica e delle vicende cecene. Narra episodi recenti che hanno sconvolto tutti, come la strage nella scuola di Beslan, o il controverso quanto tragico epilogo che seguì la presa in ostaggio degli spettatori nel teatro di Dubrovka.
Confesso che le modalità del racconto, non so se per il naturale amore verso i più piccoli, o per essere padre a mia volta, e probabilmente per questo più sensibile su alcuni temi, mi hanno costretto a saltare una decina di pagine relative al racconto dei sopravvissuti di Beslan.
Un libro stupefacente che, se non altro, aiuta a meglio comprendere ed apprezzare la vita in una democrazia.











