You are hereIo ti fotto
Io ti fotto
Il libro scorre via velocemente. Lo si può leggere in un paio di giorni senza problemi, e questo è il punto di forza ma anche il punto debole del volume che, personalmente, non definirei di inchiesta in senso stretto, ed infatti ho preferito inserirlo nel gruppo "politica e società".
Se fosse di inchiesta, gli autori avrebbero dovuto approfondire molto di più i vari temi trattati, migliorare lo stile, che tende un po' troppo all'ironico (se mi si passa la critica, più che all'ironico, molti passaggi somigliano al linguagio di chi vuole "rendersi simpatico"). Non dispiace, ma spesso risulta superfluo. Non dico inopportuno, ma superfluo si. Quasi mai sono citate le fonti. In sintesi, proprio in difetto di questi elementi, lo reputo più un volume che racconta la società italiana, nei suoi più fastidiosi vizietti, che non un libro d'inchiesta in senso stretto (alla Rizzo & Stella per intenderci).
Un editing un po' più accurato non sarebbe dispiaciuto, nelle prime 35 pagine ci sono 2 periodi che francamnte risultano incomprensibili. Ne riporto testualmente uno qui di seguito (si parla di fregature operate dai tassisti):
Terza avvertenza: se sali in auto da solo, controlla se quando parti sei ancora solo. Sempre in via Giolitti, corsa breve per via del Corso. A un certo punto, in attesa del tassista, vedo arrivare due stranieri. Non faccio in tempo a scendere, e partiamo. Mi fermo a via del corso, pago quel che indica il tassamtro, e lascio ignari i due turisti inglesi pagare per loro e anche per i miei chilometri (già saldati).
Io non ci ho capito nulla!
Ad ogni modo, dopo pagina 35 la situazione migliora di netto, salvo scivolre in qualche informazione puramente populista. Per esempio a pag. 195 gli autori segnalano come l'evasione fiscale, in America, comporti una sanzione che è pressochè pari a 49€ per ogni 100 evasi, mentre in Italia, il recente scudo fiscale, ha comportato una sanzione pari a soli 5 € ogni 100. Gli autori paragonano la sanzione "normale" americana, non alla sanzione "normale" italiana, ma ad un provvedimnto una tantum (per quanto soggettivamente criticabile), e sembrano anche dimenticare che, la pressione fiscale americana è nettamente inferiore a quella italiana.
Potevano poi mancare una decina di pagine di critica a Berlusconi e all'attuale governo? Certo che no, anche perchè la critica a Berlusconi di sicuro accresce le vendite (ne sono un esempio non solo autori che vivono di questo, ma perfino case editrici che pubblicano solo materiale sull'attuale premier). E non lo segnalo in quanto simpatizzante.
Tutto sommato resta un libro piacevole nella lettura, anche se spesso svolge il ruolo di confermare le sensazioni quotidianemente avvertite più che svelare scenari inediti.
Lettura consigliata a chi non ama sviscerare all'inverosimile ciascun tema, e preferisce valutarne un numero ampio.
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