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La lacrima
Il cielo era così gonfio e monocromatico, che sembrava di carta pesta. Non si vedeva una stella e, il buio faceva apparire ancora più fredda la sera.
Erano li da pochi minuti, abbracciati stretti, stretti su una panchina lungo il fiume. Si era fatto tardi restando a parlare seduti in un pub davanti ad un gin lemon. Sentiva che non si sarebbero più rivisti, erano gli ultimi minuti che avrebbe passato con lei. E l’incertezza di quanto tempo ancora sarebbero stati li, faceva passare il tempo più velocemente.
Davanti agli occhi scorrevano veloci gli istanti passati insieme.
Si erano conosciuti facendo il bagno a mezzanotte, ed erano finiti col fare l’amore in acqua senza nemmeno essersi presentati. Ogni momento la passione accendeva i loro animi in qualsiasi luogo si trovassero. E anche quella sera, mentre stavano per dirsi addio, non riuscivano a fare a meno di quel contatto fisico.
Pensava cosa dire, ma le parole gli morivano in bocca, tutto sembrava superfluo.
Dio se l’amava!
Pensava a tutto ciò mentre avrebbe voluto stringerla più forte a lui, ma ancora di più non era possibile.
D’un tratto sentì gli occhi gonfi di lacrime. Lei non poteva vederlo. Stava cercando in tutti i modi di non piangere. Non poteva umiliarsi così, troppo orgoglioso per farlo. Non sarebbe stato un uomo se si fosse lasciato andare! Ma tutte le sue sicurezze e il briciolo di presunzione che lo caratterizzava, stavano venendo meno.
Provò a chiudere gli occhi, come a ricacciare dentro il pianto. Troppo tardi: una sola, maledetta lacrima era riuscita a scendere giù. Avrebbe voluto asciugarla ma, per farlo, doveva smettere di abbracciarla. Intanto continuava a scendere rigandoli la guancia. Lentamente. Sembrò fermarsi al lato del mento, invece cadde sul collo di lei.
- Credo stia cominciando a piovere, meglio andar via.
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