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13 maggio 2001
Com'è bello stare ad osservarti mentre svolazzi sul prato verde. L'erba sembra muoversi incantata nel tentativo di seguirti con lo sguardo. Ti vedo ridere e cantare ed il cuore mi scoppia di gioia, è gonfio di te. Mi perdo nei pensieri, t'immagino su di me, ricordo giorni lontani, retaggio del passato, di quando "non ero"!
E' un dolore silente, pronto a prendere il sopravvento. Gli aghi nella mente trafiggono la ragione che a volte soccombe. Mi scopro a guardarti ma vedo immagini del passato, scene che non conosco, cariche di dettagli. Le lacrime, questa volta per fortuna, ne offuscano la visione, rappresentano quasi un sollievo, un modo per tornare alla realtà, per risentirti finalmente mia, sperando sia per sempre. E' la cosa più difficile da gestire la confusione di emozioni e sensazioni.
Resto così sospeso in questo limbo, timoroso d'affacciarmi, di sporgermi, di scoprire il domani. Rimango paralizzato dalla paura e dalle domande, dalle certezze e dal dolore, dal passato e dal domani, da me e da te. Continuo ad osservarti, scoprendo un sorriso istintivo sul mio volto, una reazione inconscia al sentimento. Resta a ballare, continua a danzarmi accanto, volami sopra, sorridimi ancora, e poi ancora e ancora. Accendi una luna per me questa notte, che ho voglia di tornare a sognare.
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