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01 agosto 2010
Mi hai chiesto di tornare a scrivere e questa notte ho riprovato a farlo. Ho dovuto infiammare le mie vene per riuscirci. A spegnerle è arrivato quasi immediatamente un fiume di lacrime incontenibili che in poco tempo non mi ha più permesso di respirare.
Vorrei che mi vedessi in questo istante, ma la condizione che ci troviamo a vivere non consente di farlo. Ed è tremendo conoscerne le ragioni e capire che ogni qualvolta sarebbe importante vederti, farmi vedere, parlarti e lasciarmi andare, tu non sei qui. E continui a chiedermi tempo e pazienza, e giorno dopo giorno, istante dopo istante perdiamo la possibilità di comunicare le emozioni più forti. Quelle che non aspettano nessuno per arrivare, sono intense e spettacolari come un temporale estivo. Che arriva e basta, e non gli si può chiedere di aspettare, e non si può pretendere di raccontarlo a qualcuno che non c’era. Perché le emozioni vanno vissute, non possono essere raccontate.
Continuiamo a perdere terreno, perdiamo strada, perdiamo il nostro tempo, o continuiamo a regalarlo a qualcun altro.
Resto al buio della mia gabbia, la prigione che mi sono costruito per regalarmi uno spazio di libertà. Per non vagare prigioniero in uno spazio che sembra infinito ma non è il mio. Ho piccoli fremiti, piccoli sobbalzi, le mie dita tremano, piango e trattengo il respiro per cercare di placarmi. E più mi privo dell’aria, più sento il cuore rimbombarmi sordo nel petto, con un suono grave che arriva alle orecchie nitido come se fosse fuori dal mio corpo.
Spesso occorre davvero qualche istante per provocare delle ferite, ma può non bastare tutto il tempo del mondo per risanarle. A volte il dolore è tanto che non riesco più a descriverlo, sono troppo concentrato a cercare di contenerlo.
- Farà male? – Avrei voluto chiederti.
- Come mai prima d’ora avresti immaginato! – Questa sarebbe stata la risposta più sincera.
La scrittura come terapia alla disperazione, scrivere per raccontare ad un foglio quello che vorrei farti vivere. Sarebbe stato meglio non averlo mai imparato a fare.
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