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La proposta editoriale
La proposta editoriale è l’ultimo step che separa un manoscritto dagli scaffali di una libreria. E’ il segno che un editore ha ritenuto valido il lavoro dello scrittore, decidendo di pubblicare il manoscritto.
Ci sono vari tipi di proposte editoriali, le cui differenze sono sostanzialmente legate alla fama dell’autore e alle linee della casa editrice.
Trattando in questa sede soprattutto le opere prime, o comunque la stampa di manoscritti di autori che non siano già sulla cresta dell’onda, le differenze fra le varie proposte editoriali sono minime.
Mediante il contratto di edizione è prassi la cessione dei diritti sull’opera dall’autore all’editore. Questo significa che l’autore non potrà utilizzare liberamente i testi del suo libro, ad esempio cercandosi un nuovo editore. Né potrà riutilizzarli in parti cospicue all’interno di successivi componimenti, salvo autorizzazione da parte della casa editrice.
L’editore si riserva di gestire eventuali richieste di traduzione e, quasi sempre, gli compete una percentuale nel caso in cui il libro dovesse diventare un film, o servire da base per nuove reinterpretazioni artistiche.
Se si tratta di testi scientifici, didattici o tecnici, potrebbe essere richiesto all’autore di non produrre opere che possano entrare in diretta concorrenza con il libro.
Nessuna di queste è una rigida e ferrea regola. Occorrerà valutare attentamente ogni singola implicazione. Non ultima il fattore temporale, ossia per quanto tempo la gestione dei diritti è trasferita all’editore.
Il contratto di edizione stabilisce anche la quota percentuale che l’autore dovrà percepire come compenso derivante dalla vendita dei libri. Generalmente si parla di una quota variabile tra il 6% ed il 10% del prezzo di copertina. Buona parte degli editori specificano che la percentuale per l’autore non è riferibile al prezzo di copertina, ma a quanto viene realmente venduto il libro. Quindi, dal prezzo di copertina, occorrerà sottrarre lo sconto riservato ai distributori (e di conseguenza alle librerie), e dal valore netto si determinerà il guadagno per l’autore. In questo caso, anche se in maniera un po’ approssimativa, è come dire che la percentuale spettante all’autore è da calcolare sul prezzo di copertina scontato mediamente del 35%. Anche queste regole non sono rigide, ma il potere contrattuale di un esordiente è tecnicamente nullo.
Mediante il contratto di edizione lo scrittore dichiara, sotto la propria responsabilità, di essere il vero autore di quei contenuti. Pertanto, in caso di plagio o copia non autorizzata, risponderà personalmente di fronte alla legge.
E’ sempre buona regola leggere con attenzione tutte le clausole presenti nella proposta editoriale prima di procedere all’accettazione. Facendosi chiarire eventuali dubbi, e valutando l’inserimento di ulteriori clausole.
Presi dall’entusiasmo a volte ci si precipita a firmare, dopo è troppo tardi per modificare gli accordi.
In particolare sarà bene valutare tutti, ma proprio tutti, i dettagli contenuti nel contratto, compreso il tipo di carta su cui sarà stampato il libro, il formato, il tipo di rilegatura e le caratteristiche della copertina. Occorrerà accertarsi del numero minimo di copie che l’editore si impegna a pubblicare, l’assegnazione del codice ISBN (senza il quale il libro è tecnicamente inesistente sul mercato) e l’eventuale apposizione dei bollini SIAE, il cui ruolo è chiarito nel glossario minimo posto nell’appendice di questo libro.
Dopo la fatica nello scrivere, nel cercare un editore, nel vedersi accettata la propria opera, sarebbe un peccato trovarsi in spiacevoli circostanze a causa di una lettura poco attenta del contratto di edizione.
L’editore si prende generalmente dei mesi per valutare la bontà di un manoscritto, non c’è nulla di male nel prendersi qualche giorno per valutare tutti i punti del contratto, anche in chiave futura.
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