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Professione scrittore
Alzi la mano chi, da bambino, non ha sognato di scrivere un libro di successo. Alcune professioni hanno un fascino enorme fin dai primi anni della vita di ciascuno. Accade per la figura del giornalista, dell’investigatore privato, dell’avvocato alla Parry Mason, dell’astronauta e dello scrittore.
E’ come la varicella, tutti ne siamo stati colpiti presto o tardi. Alcuni cambiano obiettivo crescendo, i più pragmatici cominciano a sognare un futuro da manager, da medico, calciatore.
Altri, complice l’andazzo mediatico, ambiscono ad un futuro da tronista o da velina. Ma, negli anni in cui si è maggiormente idealisti, sognatori, ingenui, lo scrittore svetta in cima alle classifiche di gradimento.
Occorre tuttavia chiedersi chi è tecnicamente uno scrittore? Da un punto di vista lessicale è colui il quale lavora avendo come strumento principale la scrittura. Ma sotto un profilo più esteso, e nell’accezione comune, lo scrittore è chi ha evidenti doti narrative, al di sopra della media, e le utilizza per produrre componimenti di vario genere, che poi evolvono sottoforma di libri. E’ ritenuto scrittore colui che vive delle sue opere, il cui guadagno è essenzialmente legato alla vendita dei suoi libri.
Perfino per alcuni sindacati degli scrittori, scrivere non è sufficiente per essere ritenuti tali. Spesso non basta neppure l’aver pubblicato un solo libro. Non è sufficiente! Occorre averne prodotto più d’uno e possibilmente pubblicati con editori di chiara fama.
Insomma, trasportare uno scrittore dalle pagine di un vocabolario fino al mondo reale, richiede un impegno notevole. La strada appare subito in salita. Ed in effetti, lo vedremo di seguito, non è che appaia in salita, è proprio ripida e scivolosa, piena di buche e insidie ad ogni passo. Soprattutto sembra sbarrata ed inaccessibile proprio nel suo tratto iniziale.
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