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Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis


By Pierluigi - Posted on 06 August 2009


Tra i brani trattati particolare rilievo ha Il Giovine eroe nel quale Foscolo esprime il suo disappunto nei confronti di Napoleone del quale dice che ha animo volgare e crudele, ha tradito con vile astuzia le speranze dei patrioti. Non si dica che un giorno aiuterà la sua patria d'origine (Napoleone è di sangue italiano), perché è un tiranno e i tiranni non hanno patria

Di grande importanza è anche Il vecchio Parini nel quale dal dialogo tra Jacopo ed il venerando poeta, emerge la tristissima situazione della patria, liberata dalla tirannide austriaca, ma sconvolta dalle sfrenatezze e dagli eccessi francesi. Princìpi morali e civili sono caduti e i più spregevoli individui infieriscono e spadroneggiano. Mentre Jacopo freme di giovanile ardore, il vecchio Parini è affranto perché non vede via d'uscita ed in entrambi nasce, dallo sconforto, la speranza della morte, vista come rassegnata attesa nel Parini e come titanica protesta in Jacopo.

Ricordiamo anche I Confini d'Italia nel quale il giovane Jacopo, giunge a Ventimiglia con l'intenzione di lasciare definitivamente la sua terra nella quale non scorge altro che spettacoli di servitù e abiezione. Nella prima parte si lascia andare ad uno sfogo angoscioso e quasi delirante influenzato dalla notizia del matrimonio di Teresa.
Un senso di pace gli deriva dall'errare per la campagna, ma questa natura è quella stessa che con le sue valli e i suoi dirupi chiude i confini della sua patria, un tempo sacri ed ora troppo spesso violati.

Foscolo esprime in questa lettera la sua visione della vita sociale e politica, nelle quali l'individuo è il risultato del naturale istinto di conservazione, anzi di usurpazione, poiché ogni individuo è costretto, per conservare se stesso, ad usurpare gli altri.

Rientra nell' Epistolario La lettera dell'esilio che il Foscolo invia ai familiari. E' un documento nobilissimo, dal quale risalta la figura di questo grande poeta, che seppe essere coerente con i propri princìpi, affrontando miseria e sofferenze, lontananza dalla patria e dai cari, incertezza del domani, per dimostrare concretamente che la letteratura è maestra di vita solo se lo scrittore sa sacrificare alla libertà ogni altra cosa.
Ed infatti egli diviene esule pur di non prestare giuramento di fedeltà al governo austriaco.





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