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Le ultime lettere di Jacopo Ortis


By Pierluigi - Posted on 06 August 2009


Nelle Ultime lettere di Iacopo Ortis, composto tra il 1796 e il 1802, in forma epistolare, si raccontano le vicende di un giovane studente suicida, indirizzate ad un amico, che le raccoglie e le pubblica in forma cronologica, dalla quale si evince il dramma spirituale che porterà al suicidio il ragazzo.
Nell’Ortis, il Foscolo ha voluto ritrarre se stesso, il suo pessimismo giovanile, il suo sdegno per il trattato di Campoformio, e la sua forte passione per la politica.

Jacopo è uno studente che, in seguito al trattato di Campoformio è costretto a lasciare Venezia perché sospettato dagli Austriaci. Si trasferisce sui colli Euganei dove amato e ricambiato da una giovane ragazza: Teresa. Ma dovrà ben presto abbandonare il suo sogno d'amore come aveva precedentemente fatto per quello di libertà, le condizioni di vita del padre dell'amata, sono infatti precarie, e per risanarle Teresa è già stata promessa a tale Odoardo, un insulso possidente. Dopo varie peregrinazioni, alla notizia delle nozze dell'amata, in fine si suicida.

Jacopo è il centro indiscusso della vicenda, nella quale molti critici hanno visto una via di salvezza per l'autore: scrivendo il romanzo, Foscolo, avrebbe sublimato e oggettivato la tentazione del suicidio.

Jacopo non può essere però un eroe assoluto, la sua sconfitta, infatti, non è il risultato di uno scontro eroico, ma dell'impossibilità di ogni iniziativa eroica. Teresa rappresenta la sintesi di tutte le speranze che sembrano rendere degna l'esistenza. Nella sua figura di donna-angelo, si avverte l'eco della tradizione stilnovistica, la sua bellezza fisica e spirituale rappresenta un'armonia assoluta ma tuttavia repressa dalle convenzioni sociali.

Il romanzo ha una manifesta caratterizzazione politica. Il motivo della morte lo si deduce sin dalle prime lettere nelle quali scrive: per vivere da liberi e da forti, bisogna imparare a poter liberamente e fortemente morire.
Il suicidio scelto non per fuggire alle responsabilità, ma come affermazione dell'ultima, o forse dell'unica, libertà. Il romanzo è percorso da altri motivi, come ad esempio la certezza e il desiderio di essere compianto; il desiderio di non essere sepolto in paese straniero.

La scelta del romanzo epistolare è da considerarsi come uno stratagemma per portare sempre in primo piano il protagonista, inserisce per altro per la prima volta la figura dell'eroe romantico. Nella figura del protagonista, l'autore trasferisce molti aspetti della sua personalità: le vibranti aspirazioni giovanili, l'anelito alla bellezza e alla libertà, lo scontro con la natura, e la società; come il suo personaggio, anche Foscolo aveva pensato al suicidio, come risposta ad una vita che gli sembrava insoddisfacente.





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