You are hereUgo Foscolo, prima parte

Ugo Foscolo, prima parte


By Pierluigi - Posted on 06 August 2009


Questo poeta, che si affaccia nel panorama linguistico del primo ottocento, è il primo che potrà definirsi moderno, in quanto, rispetto alla concezione settecentesca, inserirà, sulla traccia del classicismo del '700, le innovazioni della recente cultura Europea.
E' convinto che il letterato è chiamato alla missione di proporre all'umanità una visione ideale dell'esistenza, in cui i valori della vita privata e della partecipazione pubblica, siano esaltati attraverso la forma poetica. Assieme al Parini e all'Alfieri, è considerato uno dei padri spirituali, uno dei precursori per il rinnovamento della coscienza etica.
Egli è insoddisfatto delle convenzioni e dei costumi del suo tempo, e soffre in prima persona per le contraddizioni di quel periodo. Sperimentò le prime ansie di gloria letteraria e i primi entusiasmi civili e politici a Venezia, che egli considererà sempre come sua seconda patria. Ad eccitare i suoi entusiasmi di libertà fu la discesa di Napoleone, che risvegliò il suo istinto rivoluzionario di stampo Giacobino e al quale dedicò un' ode; prima di definirlo mercante di popoli in seguito alla cessione di Venezia all'Austria, in seguito al trattato di Campoformio.

A Milano viene a contatto con le residue voci della corrente illuministica e della poesia sensista. Lasciò l'Italia, e non vi tornò più, quando si rese conto che l'appoggio datogli dagli Austriaci era un modo di utilizzare il Foscolo per i loro tentativi di adescamento degli altri intellettuali Milanesi.
Dal 1804 al 1816, quando approda a Londra, la sua vita diviene un grande peregrinare, lo vediamo infatti soggiornare in Francia, a Milano, a Pavia, a Firenze, in Svizzera e a Londra. Il personaggio del Foscolo ci appare contraddittorio per le sue esigenze ed ideali nati in seguito all'insoddisfazione per il periodo storico che si trova a vivere; e per l'accettazione, d'altro canto, dell'esperienza storico-culturale del settecento che permane ancora agli inizi del nuovo secolo.

Nella sua concezione del mondo e della vita seguì le idee materialistiche e meccanicistiche dell'illuminismo secondo il quale il mondo è fatto di materia sottoposta ad un incessante ciclo di trasformazione. Considera l'uomo prigioniero di questo ciclo e si sconforta anziché consolarsi della sua situazione come facevano gli illuministi del '700. Nella vita del Foscolo tutto ci pare provvisorio. Rifiuta ogni legame sociale o familiare e consuma la sua vita in funzione delle proprie esigenze e contando soltanto sulle sue forze.

Queste caratteristiche portano alla demarcazione di quello che verrà definito egotismo foscoliano che indica l'affidarsi esclusivo alla libertà del proprio io. Il poeta rivendica infatti il valore assoluto della propria personalità attraverso un giudizio negativo sul mondo.
Questa concentrazione sul proprio io sembra voler riprendere i caratteri libertini settecenteschi, ma si differenzia da questi, caratterizzati da distaccato cinismo, trovando nuovi elementi morali e passionali. Egli assume atteggiamenti teatrali, si comporta come se ogni suo atto dovesse essere osservato.
Foscolo ricorre a vere e proprie maschere, inventa personaggi che gli fanno da schermo e ai quali affida elementi diversi della propria personalità





Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

I libri che ho scritto

Anno 2012
 
Anno 2011
 
Anno 2010
Anno 2009
Anno 2006
 

Feed

Condividi contenuti