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I Sepolcri


By Pierluigi - Posted on 06 August 2009


Nel carme dei "Sepolcri", composto nel 1807, il Foscolo, partendo da una discussione avuta sull'argomento con Ippolito Pindemonte, espone i suoi motivi circa l'importanza delle sepolture.
Il poeta trae spunto per questa sua composizione dalla precedente "Cimiteri" composta dal sopracitato Pindemonte. E, ambedue, si rifanno all'emanazione dell'editto di Saint-Cloud del 1804. L'editto stabiliva che le sepolture non dovevano avvenire più in chiesa, ma in cimiteri fuori città. I Sepolcri seguono la falsa riga proposta da una delle XII tavole, secondo la quale, gli estinti divengono Dei Mani degni di venerazione.
Si presenta come la sola opera foscoliana che non abbia una composizione per strati successivi e non subisca negli anni correzioni e ripensamenti. Il Foscolo prerompe affermando che la sepoltura e il culto dei morti instaura tra loro e i vivi una fusione spirituale. I sepolcri non donano certamente nulla al morto, ma creano nei viventi l'illusione che il defunto sopravviva in qualche modo nei loro ricordi.

La tomba garantisce la sopravvivenza degli ideali per i quali un uomo è vissuto, facendoli diventare fonte di insegnamento e di ispirazione per i posteri. Il messaggio fornito dai sepolcri è poi perpetuato nella poesia, che essendo eterna celebrerà in eterno gli eroi della patria. Bisogna pertanto essere attivi nella vita della società, lasciare qualche messaggio, affinché si possa essere degni di venerazione e quindi gratificati del dono dell’immortatità, almeno spirituale.
La ricchezza della vita, in virtù degli affetti, proietta oltre il tempo, vincendo la morte. L'uomo non è dunque che soggetto ad una trasformazione fisica, e non ad una distruzione.

Il defunto sopravvive nella memoria dei suoi cari, dell'umanità. In questo frangente il Foscolo abbandona il pessimismo Alfieriano per fare largo al pensiero storico del Vico. La sopravvivenza garantita dalla tomba non è solo un'illusione, ma una realtà in quanto i morti sopravvivono nei discendenti che ne perpetuano e realizzano gli ideali. Agli uomini spetta dunque l'arduo compito di tramandare gli ideali per i quali si sono sacrificati gli antenati. Se ciò non dovesse accadere gli ideali andrebbero per sempre perduti e il sacrificio degli avi sarà stato inutile.

I morti servono dunque d'ispirazione ai vivi, e adempiono anche al compito di taciti consiglieri, perché, lasciando traccia dei loro pensieri, aiutano nelle decisioni i loro successori. Il carme è una dolente ma vigorosa elegia della storia umana nella quale gli uomini sono degli eterni sconfitti. Si evince da ciò che nei Sepolcri è contenuto il riassunto di tutto il pensiero foscoliano, e rappresentano una sintesi degli altri suoi componimenti, redatti con una forma ed uno stile più maturi.
Si evidenzia marcatamente il rifiuto nei confronti dell'editto di Saint Cloud, pur concludendo il suo componimento con una nota più che polemica, contemplativa di modelli di superiore umanità. Il carme si muove tra un estremo negativo, tra una visione pessimistica della condizione umana e una ricerca di consolazione che si risolve in fine in una accettazione eroica di quella condizione.
Ai caratteri cupi e notturni fanno da contrappunto quelli luminosi e solari: mentre l'inizio del carme avviene "all'ombra dei cipressi" il finale è dominato dal risplendere del sole.
Foscolo parte dalla sua visione meccanicistica della natura, che vede il mondo come un organismo distruttivo, da cui è esclusa ogni sopravvivenza ultraterrena. Ogni ipotesi di comunicazione oltre la morte è un'illusione, ma questa riesce ad affermare una "corrispondenza di amorosi sensi", a far sopravvivere una memoria di affetti in cui si riconosce una virtù autentica, si identificano e si distinguono gli spiriti superiori da quelli volgari e indegni.

Dal piano della memoria familiare, il culto dei morti passa così a quello più ampio dei valori collettivi, diventa fondamento di civiltà, costruisce tradizioni di memoria che possono reggere e giustificare la vita di un'intera nazione. I sepolcri hanno quindi una funzione educativa. Il fascino dei Sepolcri risiede nell'equilibrio perfetto raggiunto tra sentimenti, predilezioni, contemplazione eroica dell'umanità e della storia.





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