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Il Romanticismo, parte seconda


By Pierluigi - Posted on 06 August 2009


Nel pensiero Romantico prevalgono le concezioni Neoplatoniche ed ermetiche. L'Ermetismo è una tradizione filosofico-religiosa che concepisce la realtà come un tutto divino, percorso da un'infinita forza spirituale, e che ha come massimo ideale umano una sapienza segreta, capace di comunicare con la verità attraverso l'esperienza mistica e la magia, l'Ermetismo ha stretti rapporti col Neoplatonismo secondo cui, la forza dell'amore di Dio, circola in tutta la realtà e il culmine dell'esperienza umana consiste nella sua contemplazione.

Il Romanticismo introduce una illimitata autonomia del soggetto, l'uomo è indotto a ricercare il passato e ad alienare il futuro. Il terreno di più intensa manifestazione romantica è indubbiamente quello dell'amore che trova però, lungo il suo cammino, ostacoli minacciosi, quasi sempre rappresentati da convenzioni sociali.

Il Romanticismo ama tutto ciò che è oscuro: la notte, i paesaggi lunari e tempestosi. Il Romanticismo italiano presenta prospettive più limitate e caratteri del tutto particolari. Si distingue per la sua cautela e moderazione, in Italia agisce ancora il peso della concezione classica, che allontana le posizioni più radicali; in Italia si mira a esprimere le tendenze dominanti nelle società, i valori "medi" nazionali.
L'artista non trovò subito e facilmente il suo inserimento in una società che, al sommo dei valori, poneva il guadagno. Il letterato si trova a dover scegliere tra due strade: o tendere a idoleggiare il poeta sociale o sostituire all'azione la meditazione. L'artista romantico si sente diverso, superiore ai piccoli borghesi. A meglio esprimere il simbolo del poeta di concezione romantica fu Baudelaire rappresentandolo sotto le vesti dell’Albatro.
In Italia, le polemiche sul Romanticismo ebbero inizio in seguito ad un articolo della signora Stael apparso sul primo fascicolo del periodico milanese: La biblioteca italiana, nell'articolo la signora invitava gli Italiani a tradurre dagli Inglesi e Tedeschi moderni, polemizzando con l'imitazione dei classici. A ciò seguì una spaccatura nel panorama letterario italiano che si divise in romantici e classicisti.

Un caso particolare in merito a questa polemica venne rappresentato da Giovanni Berchet il quale rifiuta gli aspetti più individualistici del Romanticismo d'oltralpe e al contempo accetta la polemica anticlassicistica, perché -afferma il Berchet- la poesia fu sempre grande in quanto aderente al periodo storico nel quale venne trattata.

Berchet fu il maggior lirico patriottico, i caratteri fondamentali della sua poesia sono la sperimentazione di metri concitati. Egli esprime una vigorosa coscienza politica, mirando a coinvolgere col ritmo stesso dei suoi versi un pubblico di ascoltatori consenzienti. La poesia popolare, brano facente parte della Lettera semiseria di Grisostomo, dispiega intorno alla finzione dei consigli che il vecchio Grisostomo invia al figlio, fino alla chiusura ironica in cui si finge una ritrattazione dei principi fino ad allora sostenuti, ma la parte più importante è rivestita dall'affermazione della costante ricerca di attualità da parte della poesia di ogni tempo, affinché le tematiche trattate possano interessare al più ampio numero di lettori possibili.

Che siano in grado di attrarre sempre un nuovo pubblico, e che interessino il popolo, del quale il Berchet, ci dà un'esclusiva definizione intendendo tutti coloro che si collocano tra il raffinato parigino e lo stupido. Sempre del Berchet ricordiamo: Rendetevi coevi al secolo vostro. Forse la pagina più eloquente, nella quale Grisostomo depone del tutto la maschera semiseria, si identifica con l'amico dell'anima, il curato Monte Atino, e lancia ai lettori un messaggio in cui l'esigenza di un'arte viva e contemporanea si collega ad una forte passione patriottica.





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