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I primi idili


By Pierluigi - Posted on 07 August 2009

L'adesione ai miti civili e politici lascia ben presto il posto a una forma di poesia più intima e personale: l'Idillio.
Leopardi è uscito dall'isolamento della biblioteca per partecipare ai sentimenti e alle idee delle generazioni a lui contemporanee. La caratteristica fondamentale di questo primo tempo della poesia leopardiana è data da una visione pessimistica, ancorata all'esperienza personale dello scrittore: sia che egli parli in prima persona, come negli Idilli o nei momenti riflessivi delle canzoni civili, sia che parli per bocca di Saffo o Bruto nelle canzoni filosofiche, la sua vita reca il marchio tragico di una infelicità senza speranza.

Gli Idilli si caratterizzano per un richiamo alla lirica greca e latina ispirata alla semplicità. Questi primi componimenti rappresentano uno sfogo dell'anima.

L'infinito rappresenta il momento di lirica effusione di un atteggiamento che impegnò molto l'autore . Egli stesso così lo descrive nello Zibaldone: “Veniamo alla inclinazione dell'uomo all'infinito. Indipendentemente dal desiderio del piacere, esiste nell'uomo una facoltà immaginativa, la quale può concepire le cose che non sono. Il piacere infinito che non si trova nella realtà si trova nell'immaginazione dalla quale derivano le speranze e le illusioni, perciò non è meraviglia che la speranza sia sempre maggiore del bene e che la felicitaà umana non possa consistere nell'immaginazione e nelle illusioni”.

L'immergersi in una coscienza cosmica dell'Infinito non è dunque inteso dal Leopardi come abbandono ad una pura emozione ma nasce sempre da una consapevolezza vigile della realtà, e da un'esigenza di superamento dei suoi limiti.