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L'Ottocento, terza parte
Ben presto ad affiancarsi al neoclassicismo sorse, come sfumatura tra quest'ultimo ed il Romanticismo, il Preromanticismo che accomunava alle caratteristiche neoclassiche situazioni e toni di una sensibilità diversa.
Appartengono a questo periodo il gusto per gli atteggiamenti patetici e malinconici, la ricerca della solitudine, l'esaltazione della tenerezza sentimentale e della capacità di commozione come segno di nobiltà e finezza di spirito. Erano motivi che avevano già avuto fortuna nelle letterature Francesi ed Inglesi del '700.
Attraverso il preromanticismo l'inquietudine europea cerca nuove forme di comunicazione, generatrici di vere e proprie mode culturali che prendono piede anche in Italia.
Ricordiamo la moda delle visioni e della comunicazione poetica con l'aldilà, il gusto del macabro.
Diffusa fu anche la curiosità per le antiche leggende celtiche e germaniche.
E proprio in Germania troviamo il fulcro, l'espressione più violenta, alla volontà assoluta di ribellione, contro le norme sociali e culturali, una rivendicazione degli istinti naturali, valorizzati nella loro più tenebrosa irrazionalità.
I massimi esponenti di questa espressione furono dei giovani scrittori del gruppo denominato Sturm und Drang (tempesta e assalto).
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