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Giacomo Leopardi


By Pierluigi - Posted on 07 August 2009


Passa dal pessimismo storico, nel quale evidenzia come l'uomo sia stato felice sino a quando è vissuto di illusioni per poi divenire l'essere razionale che è, ed a scoprire che il mondo è dominato da leggi naturali imprescindibili; l’umanità fu quindi felice finché visse nelle illusioni, quella moderna non lo è più perché vive secondo ragione.

Quest'infelice evoluzione si caratterizza in ogni individuo, nel passaggio dall'adolescenza, caratterizzata dalle felici immaginazioni, all’età adulta caratterizzata dalla scoperta dell’infelicità. Sino a giungere al pessimismo cosmico e ad affermare che la natura si evolve senza tenere conto del destino di alcun essere vivente.

Il ciclo di perenne trasformazione travolge l'uomo ed ogni altro essere in un destino di sofferenza e di morte cui nessuno può sottrarsi. Il ciclo di perenne trasformazione travolge l'uomo e le creature in un destino di sofferenza e di morte cui nessuno può sottrarsi. Il dolore è dunque l'unica realtà per tutti gli esseri. Esistere significa lottare per sopravvivere, una lotta perduta in partenza perché assoggettata ai cicli biologici della trasformazione e della decadenza, della morte. Per il Leopardi, l'unica dignità dell'uomo è nella capacità di leggere fino in fondo il proprio destino, senza tremare, senza illusioni di un premio ultraterreno. Egli non si sente un vinto, ma un vincitore perché è riuscito a liberarsi dalle illusioni terrene. Quindi, se prima la ragione era stata la causa dell’infelicità dell'uomo, diviene ora la sua liberatrice dai falsi miti.

L'evoluzione della concezione Leopardiana dura per tutta la vita dell'autore. Nella prima fase dei suoi lavori troviamo soprattutto traduzioni e commenti. In seguito prende coscienza delle sue capacità letterarie. Leopardi si riconosce nella poetessa greca Saffo e vi proietta la propria tragedia ne "l'Ultimo canto di Saffo". Ancor prima di comporre, notiamo che il Leopardi traduce solo gli autori che egli ritiene a se più vicini e più affini alla sua personale esperienza.
L'esplosione della sua bravura si ebbe dopo i diciotto anni quando, dai primi componimenti poetici, (realizzati sulla falsa riga della letteratura classica del '700), il poeta passa a nuovi componimenti poetici.





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