You are hereGiacomo Leopardi
Giacomo Leopardi
Leopardi trascorse i primi anni della sua formazione intellettuale e spirituale a Recanati in un ambiente provinciale poco consono alle sue esigenze. Ma questa esperienza stimola in lui un atteggiamento antagonista rispetto al mondo in cui si trova a vivere, questo lo aiuta a sviluppare delle concezioni autonome e critiche verso le mode culturali e le ideologie spirituali del suo tempo.
La sua formazione intellettuale nasce dall'incontro tra il pensiero illuministico e la tradizione letteraria classica. Da ciò prende origine lo stimolo nei confronti della rivoluzione francese, il fallimento della quale, determina nel Leopardi una maggiore presa di coscienza della piccolezza dell'uomo e dell’impossibilità di agire nella storia per modificare il destino.
Leopardi non crede nel progresso e ciò spiega il suo isolamento e l'incomprensione che gli altri riversano nei suoi confronti; è cosciente della presenza di una crisi esistenziale ma non invita alla rinuncia.
Leopardi nasce nel 1798 in una nobile famiglia dal connubio tra il conte Monaldo, letterato di gusto classico, reazionario in politica; e da Adelaide Antici, che si dedicò più a riassestare il patrimonio famigliare che ad accudire il giovane Giacomo.
La carenza di affetti lo spinge a ripiegare nello studio. Divora la biblioteca paterna e diviene un grande esperto della letteratura greca e latina, anche se dovrà pagare la sua erudizione con danni irreversibili alla salute, che lo accompagneranno, stimolandolo sotto il profilo letterario, per tutta la vita.
A dare una svolta alla sua vita fu Pietro Giordani che lo esortò a dedicarsi interamente alla letteratura. Visita Roma nell'inverno del 1822 ma, con rammarico, scopre che l'ambiente letterario è caratterizzato da un classicismo di stampo antiquato.
Torna a Recanati amareggiato e, nei due anni di permanenza, compone le sue opere più belle, sino a lasciare definitivamente la città natale per trasferirsi a Firenze.
Qui conosce Fanny Tozzetti della quale si innamora, non ricambiato, subendo l'ennesima delusione della sua infelice vita. Un aiuto gli giunge dal nuovo amico Antonio Ranieri. Dal susseguirsi di queste vicende emerge dunque l’incapacità di rassegnazione tipica del Leopardi che, proprio nei momenti più nefasti, trova la forza per riemergere. Ama la poesia che considera il mezzo per esprimere gli stati d'animo, il senso dell'infinito e la dolcezza del rimembrare. Si avvale per i suoi componimenti di un'espressione antiprosastica e vagamente musicale. Di riflesso all'educazione ricevuta, di tipo classico-illuministica, aderisce ben presto alla corrente sensista che evidenzia la piccolezza e la fragilità della condizione umana nell'eterno susseguirsi delle leggi meccaniche.
- Aggiungi un commento
- 1702 letture


