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Il Decadentismo
In questo periodo si scorge in Francia tutta una nuova seri di tendenze dai parnassiani ai simbolisti. Questi ultimi, in particolare, intendevano per "Simbolismo" ogni organizzazione del simbolo ed ogni uso della comunicazione simbolica.
Nell'ambito della storia letteraria, per Simbolismo si intende la lunga tradizione della poesia europea che prende avvio in Francia nella fine dell'Ottocento ed ha molteplici sviluppi nella poesia europea, concentrandosi sull'uso del simbolo e dell'analogia e mirando a fare della poesia un modo di comunicazione svincolato da regole convenzionali, teso a regolare il fondo segreto e misterioso della realtà e a cercare i legami tra le cose.
L'uso del Simbolismo va per altro limitato a quelle tendenze che esaltano la ricerca del mistero e aspirano a raggiungere valori più segreti ed assoluti. Il poeta simbolista non vuole descrivere ma suggerire soprattutto attraverso l'immagine e l'analogia, le associazioni mentali e la rarefazione del linguaggio.
Il Simbolismo prese le redini del Decadentismo francese durato appena un decennio. Nella sua diffusione europea la nuova poesia Francese invita a rompere gli equilibri e le gerarchie tradizionali, svela l'ambiguo fascino del brutto e si immerge nelle più varie forme di corruzione e del male. L'arte del passato viene recuperata, amata e contemplata. Sempre più forte è la tendenza verso l'espressione difficile ed oscura ed il poeta tende ad abbandonare i generi tradizionali.
Il Positivismo era stato l'impalcatura ideologica di una borghesia in espansione, la quale pensava di risolvere i problemi della sua organizzazione politica e sociale, analizzando razionalmente la natura e l'uomo. Questo sistema si sfaldò insieme alle sue certezze e ad esso si sostituì un fascio sempre più ricco di tesi, dottrine, sistemi che costituirono la storia del pensiero occidentale da allora ai nostri giorni.
Il crollo del Positivismo ha aperto la via a un pensiero in continuo travaglio orientato al rifiuto dell'oggettività. Allo scienziato si sostituisce il poeta che sà leggere nel groviglio misterioso delle cose, trovandovi un senso ed una ragione. La realtà è una selva di simboli che nessuno riesce a chiarire ma che il poeta può riprodurre nella stessa prospettiva. Il poeta-veggente comunica agli uomini le esperienze della propria sensibilità. E' facilmente individuabile l'intenzione di opporsi al costume di vita comune, accusato di piatta prosaicità, di arido conformismo e di totale assenza di fantasia.
Il poeta e l'artista tendono ad isolarsi rispetto alla società circostante accusata di insensibilità, isolamento spesso caricato dalla decadenza fisica e dal presentimento della morte.
Si pone in modo nuovo il problema del linguaggio e le tradizionali forme espressive appaiono sempre più logorate dall'uso secolare. In molti casi abbattere i vecchi tabù espressivi e costruire le nuove strutture e il nuovo linguaggio divengono le esigenze prioritarie.
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