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Il primo libro con lulu


By Pierluigi - Posted on 11 October 2006


Primo libroIn questi giorni si è fatto un gran parlare di www.lulu.com, servizio di book on demand, ora anche in italiano (per quanto molte cose sono ancora da tradurre).

Dal canto mio stavo giusto scrivendo un piccolo manuale da usare durante i miei corsi.
Quest'anno ho giò pubblicato un libro con un editore "classico". Devo dire con buone soddisfazioni sul piano della distribuzione e ritorno d'immagine (il ritorno economico sui libri, salvo essere Dan Brown è molto limitato).
Ora... trovandomi a dover pubblicare un nuovo testo, di dimensioni tuttavia più modeste, avevo 2 soluzioni, rivolgermi al mio editore o sperimentare lulu.com.
Devo dire che ho riflettuto molto, finendo col valutare i seguenti pro e contro:

A favore dell'editore classico:
- ottima diffusione
- attribuzione del codice ISBN
- nel mio caso pubblicità su stampa specializzata a costo 0 (l'editore edita anche una rivista)
- rapida presenza su tutte le librerie online
- maggior prestigio della pubblicazione
- impaginazione e grafica (i miei testi ne richiedono molta) professionale
- validità del lavoro come pubblicazione in caso di concorsi (sono anche docente a contratto)

Contro l'editore classico:
- considerata la tiratura, eventuali refusi (che sfuggono sempre), implicano di attendere d'aver venduto qualche migliaio di copie prima di andare in ristampa
- riaccquistando per i miei corsi un certo quantitativo di volumi, se voglio spuntare un prezzo davvero molto competitivo rispetto al listino, devo pagare tutti i libri in blocco (entro i normali tempi commerciali)
- i diritti sui testi vengono ceduti all'editore (per quanto, da contratto, posso continuare a usarli nel mio sito)

A favore di lulu.com:
- I diritti d'autore restano miei
- Posso riacquistare i volumi che mi occorono anche in piccole tranche senza maggiorazioni di prezzo
- Eventuali refusi possono essere corretti in tempi brevi, senza inficiare tutte le copie stampate
- Ritorno sul venduto assai elevato (in percentuale)

Contro lulu.com:
- diffusione off line inesistente
- non vi è attribuzione del codice isbn (se non a pagamento)
- limitata gestione della grafica e della copertina (relativa alle personali capacità)
- limitata possibilità d'acquisto online su altre piattaforme
- prestgio dell'opera tendente a 0 ("essere pubblicati" è ben diverso dal "farsi stampare" delle copie di un testo).

Tuttavia la voglia di provare, nonostante le mie pessime capacità grafiche, mi ha spinto a scegliere lulu.com per un test. Certamente tornerò a usare lulu.com per "pubblicazioni minori", ma se il libro ritengo sia rilevante, e ho speso molto tempo a realizzarlo, credo che l'editore "old style", sia la scelta migliore.

Resta infine un impiego estremamente valido, e per il quale non credo ci siano paragoni, per il quale lulu.comè straordinario. Spesso ho materiale in formato digitale (es. dispense didattiche e di approfondimento) composte da molte pagine. Per quanto si dica... leggerle dal monitor è etremamente scomodo, macchinoso e spesso fa perdere tempo e diottrie. Ecco... lulu.com in questo caso è un prezioso alleato per una stampa e rilgatura che non siano approssimative e nel solito A4 di una stampante.





Tecnicamente non saresti in regola, ma non solo sotto il profilo fiscale, anche relativamente al deposito legale delle opere a stampa. C'è anche da dire che il numero di vendite è particolarmente esiguo, salvo le eccezioni (che confermano la regola). Lo strumento è usato nel 99,9% dei casi per la vanità di qualche autore. I lettori non comprano neppure le opere di autori famosi (in Italia si legge pochissimo) figuriamoci i libri autoprodotti su Lulu!

mi chiedo, se mai uno riuscisse a vendere qualche copia della sua "opera", come ci si mette in regola fiscalmente?

perche' si debba parlare male di una opportunita' in piu' come lulu, Ben venga il nuovo in un paese dove l'editoria e' veramente a lumicino, e non c'e' coraggio di pubblicare nulla che non appaia sicuro (cioe' la solita roba, oppure che piace a qualche gruppo di persone dal cervello massificato destro o levogiro) Grazie Lulu du esserci!

"una banale risposta a dei tempi in cui si scrive senza leggere (né quello che si è scritto, né tantomeno la robaccia altrui)." Vitaliano

Hai ragione. I tempi sono cambiati. Tutto è cambiato.
Oggi "chiunque" può diventare scrittore. Scrive il papa, il calciatore, il comico, l'insegnante, l'attore, il musicista e il brigatista. Ma anche l'escort, la bambinaia, il disoccupato e l'impiegato. Basta salire un piccolo gradino sulla scala sociale della visibilità che subito si diventa scrittori. Il più delle volte però, lo sappiamo, non sono loro i veri autori, dietro di loro ci sono disillusi letterati che cercano solo di "lavorare".
Milioni di alberi sacrificati per la gloria di nuovi autori. Quintali di inchiostro colorato per dar corpo alle parole. Notti insonni, caffè e sogni e poi... poi l'amaro riscontro.
Vitaliano, hai scritto qualche libro?

Buongiorno carissimo,
girando per i motori di ricerca ho trovato questo suo articolo: probabilmente lei è l'unico italiano che parla poco bene di Lulu.com.

Sinceramente credo che se questo mezzo di pubblicazione offrisse i servizi di cui lei lamenta la mancanza, saremmo fregati.
Perché Lulu.com non è una geniale invenzione, ma è una banale risposta a dei tempi in cui si scrive senza leggere (né quello che si è scritto, né tantomeno la robaccia altrui).
Già gli editori italiani (soprattutto i "minori", o "minorati") stavano ripiegando verso un mercato di giovanissimi illetterati e grafomani, ed oggi...

Al costo di sembrare cinico, mi auguro che il fenomeno collassi proprio per la debole distribuzione, o per il livello "culturale" dei libri.

Arrivederci,
Vitaliano

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